Le traduzioni greche dell'Antico Testamento
Il testo ebraico e aramaico dell'Antico Testamento è stato tradotto in greco nel lll-ll a.C. ad opera di eruditi ebrei di Alessandria d'Egitto. È la cosiddetta versione dei Settanta (chiamata così per la leggenda che vuole che sia stata tradotta contemporaneamente, e in modo uguale, da 70 eruditi), a cui sono seguite altre versioni, tra cui le più famose sono quelle di Simmaco, Aquila e Teodozione. 

immagineSecondoArticoloSECOLI BUI E FERVORE DI TRADUZIONI BIBLICHE
A cura di Vincenzo Vitale

È noto che la Chiesa antica tradusse i testi sacri dell'Antico Testamento, innanzitutto accogliendo la versione greca detta "dei Settanta", successivamente importante anche per gli autori del Nuovo Testamento. In seguito san Girolamo (347-420), grande erudito che da Roma si recò nel deserto di Giuda, presso Betlemme, per vivere una vita radicalmente cristiana, imparò l'ebraico anche alla scuola di rabbini e tradusse così in latino l'Antico Testamento dall'originale oltre che il Nuovo Testamento dal greco. Convinto dell'importanza della "verità ebraica", cercò di far adottare la sua versione (la Vulgata) alla Chiesa, che a poco a poco acconsentì, salvo che per il libro dei Salmi: nella liturgia esso rimase fino al Vaticano II quello tradotto in latino secondo il greco dei Settanta. Quanto al rapporto tra popolo di Dio e Sacre Scritture, la situazione si fece nuovamente difficile nei secoli dell'emergenza delle lingue volgari, tra il XIII e il XIV secolo. Si cominciarono a tradurre alcuni libri biblici e il lezionario festivo della Chiesa, ma sempre dal latino della Vulgata, non essendovi la possibilità di studi relativi all'ebraico. Solo alla metà del XIV secolo si giunse alla traduzione dell'intero Nuovo Testamento in volgare italiano, sulla base di alcune versioni precedenti. Ma la grande rivoluzione avvenne con l'invenzione della stampa, che mutò profondamente la possibilità dell'accesso diretto al testo biblico. La prima Bibbia stampata fu quella del monaco camaldolese Niccolò Malerbi (Venezia, 1° agosto 1471), che tradusse in lingua volgare tutti i testi biblici. Questo evento suscitò un'entusiastica accoglienza della Bibbia, e fu seguito, pochi mesi dopo, dalla pubblicazione, sempre a Venezia, della cosiddetta Bibbia jensoniana, opera di un anonimo. Nel 1532, ancora a Venezia, apparve la Bibbia tradotta dal fiorentino Antonio Brucioli, ben presto condannata dall'Inquisizione di santa romana Chiesa. Essa però, secondo il filologo Bruno Chiesa, costituì «una tappa fondamentale per la diffusione della Bibbia in italiano», anche perché provvista di un ampio commento esegetico. Ma su questa primavera doveva giungere una gelata repentina: nel 1559, sotto Paolo IV, venne edito l'Indice dei libri proibiti, che poneva severi limiti alla possibilità di stampare, possedere, diffondere e leggere la Bibbia! Da quel momento, di fatto, anche in virtù della divisione ormai consumatasi tra protestanti e cattolici, la Chiesa cattolica nutrì verso la Bibbia sospetti e diffidenze: non era stata proprio la Bibbia a essere uno dei fondamenti della Riforma voluta da Lutero, secondo il principio «sola Scriptura»? Dunque, anche per ragioni di polemica verso «l'eresia protestante», la Bibbia entrò in quelli che, quanto alla sua presenza nella Chiesa cattolica, possiamo definire "secoli bui" (XVII-XVIII). Venne proibita ai cattolici la lettura della Bibbia nelle lingue volgari, mentre in ambito protestante Giovanni Diodati (1576-1649), ebraista ed esperto di lingue antiche, nel 1607 fece stampare a Ginevra la traduzione in italiano dell'intera Bibbia dai testi originali. Questa versione fu un evento decisivo, e non caso l'opera del Diodati conobbe varie ristampe. Come in seguito riconoscerà Alberto Vaccari, si tratta di un'opera pregevole «per la chiarezza e l'indipendenza di giudizio non comune». Fu diffusa in Italia in forma clandestina e incontrò, come ci si poteva aspettare, una forte opposizione da parte cattolica. 

Più di un secolo dopo l'abate Antonio Martini (1720-1809), in seguito arcivescovo di Firenze, intraprese una traduzione della Bibbia in italiano, basandosi però sul latino della Vulgata. Quest'opera ebbe grande diffusione, ma nel 1820 Pio VII con un decreto la condannò, insieme a tutte le altre versioni italiane esistenti.

   VERSIONE GRECA E “VERITA’ EBRAICA”
Gli autori del Nuovo Testamento hanno citato l’Antico secondo la versione dei Settanta, dunque la Chiesa dei primi secoli si è servita nella liturgia di questa venerabile versione greca. Essa è stata tradotta in latino nella Vetus Latina. Tra la fine del IV e l’inizio del V secolo san Girolamo, seguendo il principio della “verità ebraica”, ha tradotto il testo in latino direttamente dall’ebraico, nella cosiddetta Vulgata.

Articolo tratto dalla rivista Credere n°36 del 3 settembre 2017


Lascia i tuoi commenti

Commenta come ospite

0
termini e condizioni.
  • Nessun commento trovato

Catechismo della Chiesa Cattolica - Compendio

logo settimana 2017

logo-festival-della-vita-600x353

 ◄◄ 
 ◄ 
 ►► 
 ► 
Ottobre 2017
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31

Login

EX ALLIEVI SSP BARI

fpaolinaPer i 100 anni della Società San Paolo (1914-2014), gli ex-allievi della casa di Bari hanno espresso il desiderio di incontrarsi guardando al futuro più che al passato della loro esperienza paolina.

Leggi tutto...

 

FORUM BAMBINI E MASS MEDIA

BAMBINI E MASS MEDIALa Società San Paolo di Bari ospita nel suo sito web una sezione dedicata agli eventi del Forum Bambini e Mass Media. "Educare ai mass media per educare i mass media."

Leggi tutto...

ORATORIO SAN PAOLO SPORTING

logosporting

Lunedì 14 ottobre 2013 è stata avviata la scuola di mini calcio riservato ai ragazzi dai 4 ai 14 anni, presso la sede sportiva San Paolo Sporting, in Strada Vassallo 35 – Bari. Sport, ma non solo. L'Oratorio San Paolo Sporting è a servizio dei ragazzi e delle famiglie del territorio.


Leggi tutto... 

Go to top