San paolo Bari
 
San Paolo
 
Allegato
 

 
Disegno di Sergio Toppi
 

 

«Andate per tutto il mondo e predicate il vangelo a ogni creatura»(Mc 16, 15).
«Se qualcuno si vergognerà di me e delle mie parole, il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui quando ritornerà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi» (Lc 9, 26).

«Pentitosi andò. I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio»
C’è una frase conclusiva, comune alle due parabole della XXVI e XXVII domenica, che svela il segreto intendimento del discorso complessivo di Gesù: “Perciò vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare” (Mt 21,41). La domanda posta da Gesù è la seguente: “Chi è allora il vero destinatario della promessa, il vero credente?”. Anche la parabola dei due figli deve essere letta in questa prospettiva. Molte volte, infatti, può verificarsi una forma di sintonia solo apparente, perché ultimamente interessata, tra la nostra volontà e quella del Padre. Siamo capaci di dirgli dei “sì” speciosi e superficiali, non maturati al sole di quella vera obbedienza interiore, che può solamente essere il frutto di una profonda conversione a Dio. Una forma di obbedienza disobbediente perché non tocca le radici del nostro cuore e non cambia la nostra esistenza. In questa ipotesi è vero che, pur immersi in una vita ancora disordinata, coloro che hanno deciso di seguire Cristo, senza reticenze e senza cercare in ultima analisi il loro interesse, si riscatteranno e avranno la precedenza nel regno dei cieli. La parabola ci fa capire quanto sia anche per noi reale il pericolo di partecipare, con apparente docilità, durante tutta la nostra vita, alle celebrazioni liturgiche e alle attività della Chiesa, senza mai diventare veri cristiani.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 20,1-16)

«Pentitosi andò. I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio»
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».
Dalla Parola del giorno
«Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto».
Il sorpasso delle prostitute e dei pubblicani
Dopo la parabola della scorsa settimana, la liturgia della Parola non ci lascia tranquilli e ci ripropone un nuovo e pungente testo del racconto di Matteo. È la prima di tre parabole che cercano di spiegare perché quelli che avrebbero dovuto accogliere Gesù e il suo Vangelo, in realtà lo hanno rifiutano. Il breve testo è costruito in modo geniale: Gesù racconta la parabola, la fa commentare ai diretti interessati e poi toglie il velo dallo specchio per far capire che si stava parlando proprio di loro! Le parole di Gesù mirano a mettere a nudo quelli che credono di essere giusti e che si sentono già a posto, arrivati. Il vero cieco è chi crede di vedere (cfr. Gv 9,41), il vero peccatore è chi si crede giusto (cfr. Lc 18,9-41)! Mi piace sottolineare che la prima risposta data dai figli al Padre resta ambigua, aperta e che non si possa formulare nessun giudizio su di essi a partire dalle loro parole. Uno dice prontamente "Sì!" e fa un bel figurone, ma poi non combina niente. L'altro dice "No" e tutti lo fischiano, ma poi si rimbocca le maniche e fa la volontà del Padre. Questo è molto interessante perché ci fa capire che è il fare ad essere decisivo, mentre il dire resta comunque sempre ambiguo. La parabola fa pure intuire il percorso di conversione e di pentimento del figlio che fa la volontà del Padre. Che bello questo ricredersi, ritornare sui propri passi, dire con sincerità il proprio peccato e poi rimboccarsi le maniche per ripartire. Ci dice che la nostra vita non è chiusa e sprangata dopo un errore, che anche una caduta può essere importante per rialzarsi e cambiare strada, che non è obbligatorio suonarsi le campane a lutto dopo uno sbaglio! Mi viene in mente un detto di Isacco il Siro: "È più grande chi vede il proprio peccato, di chi vede gli angeli". Forse è per questo che le prostitute e i pubblicani sorpasseranno gli scribi e i farisei... I primi si sono lasciati amare da Gesù e hanno visto il loro peccato. Gli altri, certi di essere i primi della classe, erano convinti di vedere gli angeli, di essere già in paradiso. In realtà, non hanno visto niente, nemmeno la cosa più ingombrante: la loro presunzione!
Buona Settimana
don Roberto Seregni
O Padre, sempre pronto ad accogliere pubblicani e peccatori appena si dispongono a pentirsi di cuore, tu prometti vita e salvezza a ogni uomo che desiste dall'ingiustizia: il tuo Spirito ci renda docili alla tua parola e ci doni gli stessi sentimenti che sono in Cristo Gesù. Amen
Noi da che parte stiamo? Ci riconosciamo più nel primo o nel secondo figlio? Personalmente mi sento a volte l'uno e a volte l'altro. A volte mi sembra di vivere una religiosità di facciata che dice "si" con le labbra, ma nel cuore e poi nei fatti concreti va da un'altra parte. Altre volte mi sento come il secondo figlio, cioè avverto la difficoltà di essere cristiano fino in fondo e mi trovo spesso distante nel vivere la mia fede, ma accetto di rimettermi nella strada delineata da Gesù nel Vangelo. E sento che in questo cammino quotidiano di metter in pratica la parola di Dio, non sono solo. Ci sono altri come me, figli e figlie di Dio come me che hanno le stesse fatiche ma anche la stessa voglia di vivere il Vangelo. Che ve ne pare?

Disegno di Sergio Toppi

I Cooperatori lavorano a vivere i medesimi due precetti dell'amore in una vita cristiana sempre migliore e servendo nell'apostolato. Tutti insieme si forma un'unione di persone che mirano e si aiutano a promuovere "la gloria di Dio e la pace degli uomini", secondo l'esempio di S.Paolo. (AD, 344)

"Il posto privilegiato dell'incontro con Gesù Cristo - ricorda il Papa - sono i propri peccati". Sembra una "eresia questa - osserva - ma lo diceva anche San Paolo" che si vantava di due cose soltanto: dei suoi peccati e di Cristo Risorto che lo ha salvato: "E per questo riconoscere i propri peccati, riconoscere la nostra miseria, riconoscere quello che noi siamo e quello che noi siamo capaci di fare o abbiamo fatto è proprio la porta che si apre alla carezza di Gesù, al perdono di Gesù, alla Parola di Gesù ?Vai in pace, la tua fede ti salva!', perché sei stato coraggioso, sei stata coraggiosa ad aprire il tuo cuore a Colui che soltanto può salvarti".
Meditazione mattutina nella cappella della Domus Sanctae Marthae - Martedì, 18 settembre 2014
Bisogna essere illuminati, non seguire gli illuminati: bisogna guardare la luna e non il dito che la indica. Quando l'occhio non si blocca, il risultato è la vista; quando l'udito non si blocca, il risultato è la capacità di ascoltare; quando la mente non si blocca, il risultato è la verità; quando il cuore non si blocca, esiste l'amore e quando non c'è attaccamento, il risultato è la felicità.
Una buona cristiana si presentò alla porta del Cielo. Era tutta intimorita. San Pietro la ricevette cordialmente. Cercò di rassicurarla, ma le disse serio: «Per entrare in Paradiso, ci vogliono cento punti». La brava donna cominciò a elencare: «Sono stata fedele a mio marito per tutta la vita. Ho educato cristianamente i miei figli; non ci sono riuscita tanto, ma ho fatto tutto quel che ho potuto. Sono stata catechista per ventidue anni. Ho fatto volontariato per le Missioni e ho dato una mano alla Caritas. Ho cercato sempre di sopportare le persone che mi stavano accanto, soprattutto il parroco e i miei vicini di casa...». Quando si fermò a tirare il fiato, san Pietro le disse: «Due punti e mezzo». Per la donna fu un pugno nello stomaco. Allora riprovò: «E. .. Ah si! Ho assistito i miei vecchi genitori. Ho perdonato mia sorella che mi faceva la guerra per via dell'eredità ... E. .. Ecco! Non ho mai saltato una Messa la Domenica, eccetto che per la nascita dei miei figli. Ho anche partecipato a dei ritiri e alle conferenze quaresimali... Ho recitato sempre le preghiere... E il rosario nel mese di maggio... ». San Pietro le disse: «Siamo a tre punti». La donna si demoralizzò. Come poteva arrivare a cento punti? Aveva detto l'essenziale e le riusciva difficile trovare ancora qualcosa. Con le lacrime agli occhi e la voce tremante, disse: "Se è così, posso contare solo sulla misericordia di Dio!..." "Cento punti! Prego, si accomodi, la stavamo aspettando!" esclamò san Pietro!


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