San paolo Bari
 
San Paolo
 
Allegato
 

 
Disegno di Sergio Toppi
 

 

«Andate per tutto il mondo e predicate il vangelo a ogni creatura»(Mc 16, 15).
«Se qualcuno si vergognerà di me e delle mie parole, il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui quando ritornerà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi» (Lc 9, 26).

«Vegliate: non sapete quando il padrone di casa ritornerà»
L’anno B del ciclo triennale delle letture è l’anno di Marco. Eppure non si comincia dal paragrafo iniziale del suo Vangelo, che sarà oggetto di lettura nella settimana prossima: si parte dal punto in cui terminerà la penultima settimana dell’anno, con l’annuncio del ritorno di Cristo: “Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria”. A prima vista, ciò può sembrare strano ed illogico. Invece, nella liturgia, c’è un’estrema sottigliezza nell’effettuare il cambiamento di tono: la nostra attenzione, che nelle ultime settimane era centrata sul giudizio e sulla fine del mondo, si sposta ora sul modo di accogliere Cristo: non con paura, ma con impazienza, proprio come un servo che attende il ritorno del padrone (Mc 13,35). In quanto preparazione al Natale, l’Avvento deve essere un tempo di attesa nella gioia. San Paolo interpreta il nostro periodo d’attesa come un tempo in cui dobbiamo testimoniare Cristo: “Nessun dono di grazia più vi manca, mentre aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo” (1Cor 1,7).

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 13,33-37)

«Vegliate: non sapete quando il padrone di casa ritornerà»
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».
Dalla Parola del giorno
«Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento»
Il Signore viene
Nonostante il mese di dicembre è arrivato, la neve non ha ancora visitato le nostre montagne. Qualche giorno fa parlavo con un amico che lavora per un impianto invernale di sci e con gli occhi sgranati mi diceva: "L'aspettiamo, l'aspettiamo... è la nostra fortuna che piove dal cielo". E mi sono detto: come sarebbe bello se anche i discepoli di Gesù, oggi, avessero nel cuore questo desiderio e questa attesa. Invece, mi pare, siamo tutti un po' assonnati e intorpiditi... Coraggio, discepoli del Rabbì! È ora di ripartire e di rimetterci in gioco! È il momento di riscoprire lo stupore dell'inizio, la freschezza dell'alba, la lucentezza del primo sguardo. Si (ri)parte per (ri)mettere fondamenta, per azzeccare il primo passo, per imparare a fidarsi e per rimettersi in gioco. Nessuno si può sentire escluso. Il cammino di Avvento ci addestra a dare senso al tempo, a non farcelo scivolare addosso, a riempirlo della Sua presenza e a ripartire da Lui. Vorrei che il mio Avvento e quello della mia comunità iniziasse così: rimettendo Lui al centro. Perché questo è il suo posto. O al centro ci metti Lui, o tutto è un gran caos... E tu, amico lettore, chi hai messo al centro della tua vita? Il brano del Vangelo di questa prima domenica ruota attorno ad una brevissima parabola. Dio è come un padrone di casa che rientra all'improvviso, quando non te lo aspetti. Magari è tutta la vita che lo cerchi, hai domande forti nel cuore e vuoi metterle nelle Sue mani; oppure ti sei convinto di cercarlo, ma non fai altro che incensare il tuo ego e tenere a bada i tuoi sensi di colpa; oppure sei così convinto di averlo già incontrato che ti senti un cristiano arrivato, dormi tranquillo il sonno del giusto e ti lasci vivere. Animo, fratelli! Si riparte, coraggio! Se sei un inquieto cercatore di Dio o se sei un inguaribile dormiglione, da oggi hai possibilità nuova: il Signore viene, ancora, per te. Questa è la notizia buona dell'Avvento: Lui non si è ancora stancato di te. Fantastico, vero? Allora stai attento, ripigliati: Dio sta venendo a farti visita!
Buon Avvento
don Roberto Seregni
Tu, Signore Gesù, "Germoglio giusto" per eccellenza, aprimi a vie di rettitudine nel pensiero, nella volontà, nelle parole, e nelle azioni. Ti prego, Signore, aiutami ad essere vigilante, fa' che il mio capo si sollevi e guardi verso il Cielo. Tu vieni a salvarmi, tu mi ridoni pace, tu sei la mia speranza.
Il tempo dell'Avvento è il tempo del risveglio. È il tempo per riascoltare in fondo al cuore la sveglia spirituale che vuole riaprire i nostri occhi di fede. Il compito che abbiamo come cristiani nel mondo, è quello di essere "sveglie spirituali", risvegliando tutti coloro (noi compresi) che sono addormentati nella fede. Dio è vicino, Gesù è Dio diventato carne e sangue come noi, e San Paolo, con profondo entusiasmo spirituale, ricorda ai cristiani di Corinto che "... siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della conoscenza...". È questa consapevolezza interiore che dobbiamo risvegliare in noi e nel mondo. È verso questa speranza, più forte di crisi economiche e di ogni altra difficoltà, che tu Gesù vuoi aprire i nostri occhi chiusi dal sonno del pessimismo e dell'indifferenza. Vegliate!

Disegno di Sergio Toppi

Maria fu la sola ad aver specialissima convivenza e conoscenza di Gesù: e perciò nessuno sarà più potente ad unire gli uomini a Gesù Cristo mediante la conoscenza di Lui. (UPS IV, 273)

In questo tempo di Avvento, siamo chiamati ad allargare l’orizzonte del nostro cuore, a farci sorprendere dalla vita che si presenta ogni giorno con le sue novità. Per fare ciò occorre imparare a non dipendere dalle nostre sicurezze, dai nostri schemi consolidati, perché il Signore viene nell’ora in cui non immaginiamo. Viene per introdurci in una dimensione più bella e più grande. A tutti auguro una buona domenica e un buon cammino di Avvento per incontrare il Signore. Che sia un tempo di speranza! Andare incontro al Signore che viene incontro a noi. La speranza vera, fondata sulla fedeltà di Dio e sulla nostra responsabilità. E per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!
Angelus - Piazza San Pietro Domenica - 27 novembre 2016
Svegliarsi è accettare di vedere una realtà che prima non si vedeva (o non si voleva vedere). Svegliarsi è accettare che ciò che si è visto prima non era realtà: non è piacevole ma è vivere la realtà.
C'era una volta un'anziana signora che passava in pia preghiera molte ore della giornata. Un giorno sentì la voce di Dio che le diceva: "Oggi verrò a farti visita". Figuratevi la gioia e l'orgoglio della vecchietta. Cominciò a pulire e lucidare, impastare e infornare dolci. Poi indossò il vestito più bello e si mise ad aspettare l'arrivo di Dio. Dopo un po', qualcuno bussò alla porta. La vecchietta corse ad aprire. Ma era solo la sua vicina di casa che le chiedeva in prestito un pizzico di sale. La vecchietta la spinse via: "Per amore di Dio, vattene subito, non ho proprio tempo per queste stupidaggini! Sto aspettando Dio, nella mia casa! Vai via!". E sbattè la porta in faccia alla mortificata vicina. Qualche tempo dopo, bussarono di nuovo. La vecchietta si guardò allo specchio, si rassettò e corse ad aprire. Ma chi c'era? Un ragazzo infagottato in una giacca troppo larga che vendeva bottoni e saponette da quattro soldi. La vecchietta sbottò: "Io sto aspettando il buon Dio. Non ho proprio tempo. Torna un'altra volta!". E chiuse la porta sul naso del povero ragazzo. Poco dopo bussarono nuovamente alla porta. La vecchietta aprì e si trovò davanti un vecchio cencioso e male in arnese. "Un pezzo di pane, gentile signora, anche raffermo... E se potesse lasciarmi riposare un momento qui sugli scalini della sua casa", implorò il povero. "Ah, no! Lasciatemi in pace! Io sto aspettando Dio! E stia lontano dai miei scalini!" disse la vecchietta stizzita. Il povero se ne partì zoppicando e la vecchietta si dispose di nuovo ad aspettare Dio. La giornata passò, ora dopo ora. Venne la sera e Dio non si era fatto vedere. La vecchietta era profondamente delusa. Alla fine si decise ad andare a letto. Stranamente si addormentò subito e cominciò a sognare. Le apparve in sogno il buon Dio che le disse: "Oggi, per tre volte sono venuto a visitarti, e per tre volte non mi hai ricevuto".
Bruno Ferrero


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