La sezione Teatro del “Centro Culturale San Paolo” di Bari nasce per rispondere alle frequenti richieste di testi teatrali da mettere in scena nelle scuole, negli oratori, nelle manifestazioni locali, come opere originali.

Lo scrittore e drammaturgo Carmelo Gaudiano, socio del Centro Culturale, che vive e lavora a Matera, ha messo a disposizione dei nostri Soci la sua vasta produzione, già collaudata in molte rappresentazioni, che potrete leggere, valutare e scaricare dal nostro sito una volta registrati. I testi che egli presenta hanno caratteristiche di linguaggio e di situazioni legati alla tradizione di vita del Sud.

Tutti i testi teatrali di Carmelo Gaudiano, socio SIAE, sono tutelati dalla predetta società. Coloro che volessero portarli in scena, sono tenuti a chiedere una semplice autorizzazione a detto autore (anche a mezzo mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) o alla sede SIAE competente per territorio. 
 

N.b. Per scaricare la versione integrale delle opere, di seguito, riportate, occorre registrarsi al sito...EFFETTUA IL LOG-IN 

LE OPERE

"È SOLO UN SOGNO!"  
Commedia in due Atti
dei coautori GAUDIANO Carmelo & PICCIRILLO Alfonso

(Nr. 6 Personaggi )

Trama

 

Corre l’anno 1970 in una qualsiasi cittadina italiana.

Maria e Pasquale Gaudillo sono due coniugi di 60 anni, che, data la lontananza dei figli, vivono ormai da soli. Maria riempie i propri vuoti esistenziali con la Chiesa, mentre Pasquale, dopo una vita dedicata al lavoro e alla famiglia, coltiva l’unico svago di scambiare quattro chiacchiere con gli amici nella piazza grande del paese.  In verità i due coniugi si evitano garbatamente poiché, con l’avanzare degli anni e dopo 40 anni di Matrimonio, anch’essi hanno visto pian piano spegnersi la fiammella del loro amore. Se a questo si aggiunge quel timore della morte che sovente si insinua negli anziani, capiremo il clima che si respira in casa Gaudillo. Ma a sconvolgere il loro pigro menage familiare subentrerà un sogno venuto dal Cielo. Maria aspira al Paradiso, ma temendo che il marito si risposi, non vuol morire prima di lui. Pertanto, Pasquale verrà coinvolto suo malgrado nel dramma tragicomico che ha investito sua moglie. Su una cosa concordano i due: visto che sono sempre i migliori a morire per primi, faranno di tutto per assicurarsi una più lunga permanenza terrena. Infatti, vivranno il loro inferno sulla terra proprio nella loro casa, nel gelo del disamore, della solitudine e dell’indifferenza reciproca.
Ma nel finale, “messi alla prova” da sapienza Divina, capiranno “insieme” che il Paradiso non è poi così distante come tutti immaginiamo…

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Commedia scritta a marzo 2011, pubblicata come le altre su Internet (GTTempo-Gli Antinati- Attori per caso- Il Teatro di Nessuno-Visita la Lucania- Miglionico Web) .

Commedia consigliata su Internet dalla Compagnia “IL SOCCO E LA MASCHERA” di Segrate (MI).

Rappresentata a Napoli, presso il piccolo Teatro Massimo Troisi nel novembre 2012.

Rappresentata a Bari dalla Compagnia Orizzonti il 15 dicembre 2012.

Replicata il 12 gennaio 2013 a Grumo Appula (Ba) dalla medesima Compagnia Orizzonti.

Replicata il 16 e 17 febbraio 2013 a Binetto (BA) sempre dalla Compagnia “Orizzonti” di Bari.

"FAI BENE E SCORDATELO!"
I Proverbi non sbagliano mai...

Commedia in due Atti
dei coautori GAUDIANO Carmelo & PICCIRILLO Alfonso

(Nr. Min. Personaggi: 13 - Max. 15 )

Trama

È il 1° aprile 2003. La Commedia si svolge tutta in casa di Alberto, un vedovo in pensione che festeggia il suo 73° compleanno, allietato dalla presenza dei suoi numerosi congiunti. Purtroppo, essendo alquanto superstizioso, si troverà alle prese con un’infausta premonizione di morte originata dal brutto sogno fatto proprio durante la notte precedente. Pertanto, si preoccuperà di provvedere con urgenza alla successione delle sue proprietà in favore dei figli. Questi però, invece di agevolare i coscienziosi propositi del genitore, faranno di tutto per complicargli la vita, tirando ognuno a destra ed a manca per i propri biechi interessi. Alberto, padre onesto ed irreprensibile, non saprà che pesci prendere: soprattutto non vuole che i figli si scaglino gli uni contro gli altri a causa dei suoi beni… Così, fiaccato dalla maledizione del sogno e deluso dall’egoismo sfrenato dei figli, verrà colto da un brusco malore, comunque passeggero...
Nel secondo atto Alberto, dimesso dall’Ospedale dopo alcuni giorni di accertamenti, senza che peraltro nessuno dei figli si sia curato di fargli visita, escogiterà un sottile stratagemma per sincerarsi delle intenzioni dei figli nei suoi confronti. Infatti, con l’ausilio del medico di famiglia e poi dell’amico Notaio, si fingerà gravemente ammalato a causa dei postumi del recente infarto subito… I figli, messi di fronte agli onerosi obblighi di assistenza nei confronti del genitore, non solo proveranno uno alla volta a defilarsi, ma col timore prospettato di una sua prossima dipartita, cercheranno in tutti i modi di estorcergli una firma sul Testamento che favorisca gli uni ai danni degli altri…Alberto, profondamente deluso dal comportamento dei figli, da buon padre di famiglia farà comunque buon viso a cattivo gioco…Perché un padre non può odiare i propri figli, e Alberto non se la sentirà nemmeno di punirli...Ma l’ultima lezione che impartirà loro nel finale se la ricorderanno per tutta la vita…

Efficace monito di solidarietà umana e unità familiare!

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Commedia pubblicata su Internet a marzo 2011 e già rappresentata a San Pier Niceto (Messina), il 27 giugno 2011 dalla Compagnia Nuovi Orizzonti.
Rappresentata il 26 maggio dalla Compagnia “Teatrando” di Lanzada (Sondrio), e replicata dalla stessa il 31 luglio 2012.

"LA P'ND'DDET - Attenti al nome del nascituro!"

  Commedia in due Atti
dei coautori GAUDIANO Carmelo & RANDAZZO Rosolino

(Nr. 12 Personaggi)


Perchè il titolo "La P'nd'ddet!"

  In Italia, nonostante la lenta scomparsa del così detto “patriarcato”, persiste ancora la tradizione popolare di chiamare il nascituro primogenito col nome del nonno paterno; a Matera, la P’nd’ddet, ovvero la “Puntellata” (in senso figurato: un martello che fissa un nome alla parete), è il termine dialettale che sta ad indicare questa antica usanza, una palese manifestazione di formale rispetto nei confronti dei genitori. Questi ultimi tengono tantissimo al venire “puntellati”, poiché motivo di orgoglio personale e segno di continuità del lignaggio familiare. Purtroppo le nuove coppie, anziché valutare in positivo gli aspetti morali di questa usanza, guardano ad essa come ad un’arcaica imposizione dalla quale sottrarsi. Il più delle volte accampano motivi legati alla bellezza e alla modernità del nuovo nome, come se fosse il nome a determinare il futuro carisma del neonato e non i valori morali educativi che gli andranno ad impartire.

 Trama

Nel 1966, nella casa di una famiglia modesta, viene mostrato il tran tran familiare di una coppia di sposi (Chiarina e Tonino) che abita in casa dei genitori di Tonino (Procopio e Nannina), con le fisiologiche frizioni tra suocera e nuora. Arriva la tanto sospirata notizia che la nuora (Chiarina) dopo due anni di matrimonio, è finalmente in attesa. Scene di gioia da parte degli sposi e delle loro famiglie. Ma nonno Procopio viene presto a conoscenza del fatto che il nascituro, se maschio, non si chiamerà come lui, ma "Pio". Dopo vari diverbi minaccerà la decisione di disconoscere figlio e nipote. Arriva il giorno della nascita del bambino e nonno Procopio non sta più nella pelle perché spera che suo figlio Tonino lo accontenti in extremis. Quando saprà che al neonato è stato imposto davvero il nome Pio, per la vergogna e il disappunto decide di andare via di casa rifugiandosi nella casetta di campagna... Ma il giorno del battesimo di Pio, giusto un mese dopo la sua nascita, il saggio nonno Procopio tornerà e darà, a sorpresa, la svolta finale all’intera vicenda.
Testimonianza di vita vissuta e ricerca della pace familiare.

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Commedia rappresentata in sei repliche a Matera (Teatro Duni) dal 3 dicembre 2010 al 25 settembre 2011, e replicata a Pisticci (Mt) il 21 agosto 2011.
Rappresentata nr. 6 volte a Minervino Murge (BAT) nel dicembre 2012 e replicata il 5 agosto 2013 dalla compagnia Teatro Nuovo di Minervino M. col titolo “La Discjnnenz”, ovvero la discendenza.
Rappresentata a San Vito dei Normanni (Br) il 25 luglio 2013, dall’Associazione Culturale “Il Delfino”, col titolo “Attenti al nome del nascituro! – La fine di Proco…Pio”.

Gli autori hanno versato in Siae anche un soggetto ed un copione per il Cinema relativo alla Commedia in questione.

"LA LICENZA DI NATALE"
Ma quale miracolo?
 
Commedia in due Atti
di GAUDIANO Carmelo

(Nr. 13 Personaggi)
 

Premessa

Questa storia comincia laddove termina funestamente “Natale in casa Cupiello” del grande Eduardo De Filippo, e vuol essere un omaggio tangibile al nobile "pensiero" che innalza tutti i suoi capolavori teatrali. Le vicende qui narrate, pertanto, evolveranno in situazioni tragi-comiche, anche soprannaturali, di assoluta ed originale fantasia.

Trama

La storia si svolge in una casa di un artigiano di Matera (o altra città), nei primi anni ‘50. Peppino Cardiano è un attempato falegname analfabeta che ha sempre condotto, insieme alla propria famiglia, una vita improntata all’onestà e a sani principi morali. Nel tempo libero, la principale occupazione di Peppino è quella di adoperarsi continuamente nel perfezionare il Presepe di Natale – antica tradizione di famiglia – per testimoniare la grande devozione nei confronti del Santo Protettore degli artigiani. Di conseguenza, ad accollarsi tutti gli onerosi affari di famiglia è sempre stata sua moglie Nannina. Infatti, oltre al matrimonio sbagliato della figlia Angelina, c’era da gestire la delicata situazione relativa al “ritardo mentale” dell’altro figlio Checchino, nonché la problematica, sconveniente presenza in casa del cognato Michele, fratello scapolo del capofamiglia. Solo quando Peppino si troverà “in bilico” tra la vita e la morte, comprenderà le proprie umane manchevolezze e vorrà porvi rimedio. Se solo potesse tornare indietro…
Sarà proprio San Giuseppe a venire in soccorso di Peppino, ritenuto meritevole di godere di una "licenza speciale" che gli permetterà di sanare le situazioni terrene irrisolte e prepararsi ad un più sereno e degno distacco.
Così la Fede lo salverà…

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Rappresentata a Lizzano (TA) il 17 e 18 dicembre 2011 dalla Compagnia “Cosi nuesctri” ; replicata a Taranto dalla medesima Compagnia il 15 gennaio 2012.
Il 3, 4, 5 e 6 febbraio 2012, è stata rappresentata a Fondi (Latina) dalla Compagnia “I Lavorattori”, di Mena Antonelli.
Nr. 4 repliche nel mese di maggio e una a giugno 2012; programmata un’altra replica a luglio ed una ad agosto 2012, sempre a Fondi.
Rappresentata il 23 dicembre 2013 a Taranto dall’Associazione artistico-culturale “I Delfini” DI Taranto e replicata l’11 e il 12 gennaio 2014, presso il Teatro P. Turoldo.

"E SE CI VIENE UN MAL DI TESTA?"  
Al cuor non si comanda! - Versione ridotta

 Commedia in tre Atti
di GAUDIANO Carmelo

(Nr. 11 Personaggi + alcuni vicini)
 

Premessa

  Nel secolo scorso l’interrogativo: “E se ci viene un mal di testa?”, rappresentava un monito a considerare gli eventi della vita secondo la loro reale importanza, ovvero secondo un’antica e saggia scala di priorità che pone all'apice il benessere psicofisico per poi calare in dilemmi inferiori che attengono agli interessi economici, di lignaggio, di immagine sociale, valori tutti alquanto fugaci... Il “mal di testa” incombe su tutti noi! Mentre si attraversano e si superano i momenti dolorosi della vita, spesso ci rendiamo conto di aver sovrastimato quegli eventi marginali ed effimeri che non potevano e non dovevano toglierci la felicità.
Metafora di saggezza.

Trama

Nell’anno 1989 due coppie di coniugi sono alle prese con la scelta delle compagne giuste per i loro figli unici. Non rammentano, però, che se trent’anni prima avessero seguito il volere dei loro genitori, non avrebbero potuto raggiungere l’attuale felicità coniugale. Modesto, preso da questo dilemma e dal delirio causato da una forte febbre, si immergerà in un incubo che lo riporterà nel 1958, all'inizio del proprio matrimonio.
Nei primi due atti di questa commedia, infatti, il pubblico assisterà al sogno rivelatore di Modesto, ovvero l’infelice vita coniugale condotta al fianco della moglie sbagliata, imposta da accordi precostituiti tra famiglie patriarcali.

 

Da segnalare nel secondo atto, le gustose scenette che ricordano il “boom economico”, con l’arrivo nelle case degli italiani della Televisione e del Telefono fisso.

 

Ma quando, nel terzo atto, Modesto si sveglierà nel mondo reale (nel 1989), alla luce dell’incubo vissuto cercherà in tutte le maniere di correre ai ripari per lasciare ai giovani la libertà di scelta...
Riuscirà a convincere gli altri?

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Rappresentata a Matera il 20 dicembre 2006 presso l’Auditorium della Parrocchia “Santa Famiglia”, da parte de “Lacompagnia” di Altamura (BA).

"IL DILEMMA DEL RE"
Corto “Sacro” per il Teatro
 
Atto Unico
di GAUDIANO Carmelo

Trama

L'atto unico trasferisce in forma teatrale il racconto biblico che si trova nel Primo Libro dei Re, al capitolo 3, versetti 16-28, noto come il Giudizio di Salomone. Il testo biblico racconta che due prostitute si presentarono davanti al re. Una delle due disse: «Mio signore, io e questa donna abitavamo nella medesima casa, e io ho partorito mentre lei stava in casa. Tre giorni dopo il mio parto, ha partorito anche lei. Durante la notte, il figlio di questa donna è morto e lei, nel cuore della notte, ha sostituito il figlio mio vivo con il morto. L'altra donna disse: «No, il figlio vivo è il mio, e il morto è il tuo». Così litigavano in presenza del re. Il re ordinò: «Portatemi una spada!» e disse: «Dividete il bambino vivo in due parti, e datene la metà all'una, e la metà all'altra». Allora la donna, a cui apparteneva il bambino vivo, sentendosi commuovere le viscere per suo figlio, disse al re: «Mio signore, date a lei il bambino vivo, e non uccidetelo, no!» Ma l'altra diceva: «Non sia mio né tuo; si divida!» Allora il re rispose: «Date a quella il bambino vivo, e non uccidetelo; lei è sua madre!»

"11° NON GIUDICARE - Fatevi i c...vostri"

Commedia in due Atti
di GAUDIANO Carmelo
(Nr. 13 Personaggi)  


Premessa

Questa storia rappresenta la "fantasiosa" continuazione di “Ditegli sempre di si”, poiché comincia lì dove termina il capolavoro di Eduardo De Filippo.
Le vicende qui narrate, pertanto, evolveranno in situazioni tragi-comiche di assoluta ed originale fantasia.

Trama

Tonio Marra è un malato di mente che viene dimesso dal manicomio per essere condotto in casa di sua sorella, la vedova Nannina. Lo squilibrato, nel confrontarsi col mondo contaminato dei normali, ingabbiato da vizi, convenzioni e compromessi, evidenzia l’incapacità di adattarsi ad esso.
Donna Nannina, "dovendo" assistere continuamente il congiunto è costretta ad abbandonare i progetti di matrimonio con Don Lorenzo Matera, anch’egli vedovo e suo padrone di casa. Tonio, tuttavia, si renderà protagonista di alcuni "colpi di testa" che lo porteranno ad essere nuovamente internato; ciò spianerà la strada non solo al matrimonio della sorella, ma renderà possibile l’evoluzione di altre storie, di altre vite connesse in qualche maniera alla sua misteriosa vicenda. Qui prenderà corpo il disdicevole vizio di giudicare tutto e tutti, da sempre l’esercizio di gruppo più praticato nella nostra società. La storia si dipanerà tra pregiudizi, insinuazioni, invidie e rancori che soggiogheranno i personaggi, dimentichi della vera sostanza della vita: il valore dei sinceri rapporti interpersonali, ancor più importanti se riguardano gli affetti familiari ai quali siamo fortemente ed umanamente legati.
Quegli affetti che nel finale affioreranno prepotentemente e ci faranno riflettere...
Avverrà così, che dopo tante risate spensierate saremo travolti dai sentimenti e quindi portati a riformulare i nostri giudizi frettolosi ed inopportuni, tanto da farci assolvere o almeno comprendere coloro che avevamo mal giudicato.

 

Merito del Teatro, della sua potenza e vera essenza… 

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Rappresentata a Matera (Teatro Duni) nella Stagione Teatrale 2008/2009 in 10 repliche, 2 volte a Fragagnano e 1 volta a San Marzano (TA) nell’estate 2010, col titolo “Facitivi li fatti vuestri” da parte Compagnia Teatrale Amici dell’AISLA di Fragagnano. 

Rappresentata il 16 e 17 febbraio e replicata il 10 aprile 2013 a San Giorgio a Cremano (NA) dalla Compagnia “I Girasoli”.

  Rappresentata a Grosseto dalla Compagnia Teatrale Argonauti il 27 ottobre 2013.

  Rappresentata il 3 gennaio 2014 a Casaletto Spartano (SA) dalla Compagnia Teatrale Casalettana.

 

 

 

 

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